Perché Google considera Amazon il suo concorrente numero uno?

Pubblicato in Digital il 23 ottobre 2014

Nei giorni scorsi le dichiarazioni dell’ex numero uno di Google, Eric Schmidt, hanno destato qualche perplessità. Come mai, ci si chiede, Amazon viene citata come concorrente numero uno di Google? E vero che entrambe le corporation possiedono un’offerta assai diversificata, e che in alcune aree strategiche esistono delle sovrapposizioni – ma le due aziende rimangono sostanzialmente due entità differenti. Google vende spazi pubblicitari, Amazon vende prodotti.

Cerchiamo di capire il senso delle affermazioni di Schmidt. Il profitto di Google è direttamente correlato al numero di ricerche effettuare sul suo motore di ricerca, e con esse il numero di impressioni totalizzare dagli annunci pubblicitari. Gli annunci che offrono i maggiori profitti sono quelli legati all’acquisto di beni e servizi. Google quindi si propone di fare da intermediario tra l’utente, alla ricerca di qualcosa da acquistare, e il venditore, che sfrutta gli annunci pubblicitari per ottenere visibilità ed occasioni di contatto.

Amazon, d’altro canto, possiede un market place in grado di saltare a piè pari l’intermediazione del motore di ricerca. Recenti statistiche hanno dimostrato che un numero sempre maggiore di utenti preferisce accedere direttamente al Amazon, piuttosto che consultare preventivamente un motore di ricerca.

E’ chiaro dunque che i modelli di business delle due aziende sono in netto contrasto!

Il prossimo passo: droni?

Non è un segreto che entrambe le aziende ripongano un certo interesse nella tecnologia dei droni. Amazon potrebbe utilizzare, nel prossimo futuro, piccoli apparecchi in grado di effettuare consegne a domicilio con costi e tariffe estremamente convenienti. Google, dal canto suo, investe da anni nella ricerca sulle self driving cars – e non è da escludere che questa tecnologia non possa essere applicata alla consegna di prodotti.

Ma Google e Amazon competono anche in altri settori, più tecnici e meno conosciuti dai non addetti ai lavori. Entrambe le aziende infatti offrono servizi di cloud computing, piattaforme di mailing, cloud storage (Google drive e Amazon drive) e servizi per aziende di livello enterprise.

Eric Schmidt, quindi, aveva le sue buone ragioni nel vedere in Amazon un concorrente pericoloso. Tutto visto e considerato, attendiamo i futuri sviluppi con interesse e curiosità.

 

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