Un neural network per prevedere le query di google

Pubblicato in Intelligence il 11 luglio 2014

Recentemente Google ha criptato tutto il traffico delle sue ricerche, rendendo impossibile individuare, mediante analytics, quali query abbiano portato gli utenti sul sito. Ma oggi un network neurale potrebbe risolvere la questione, promettendo, mediante meccanismi di intelligenza artificiale, di prevedere quali query siano state usate per accedere al sito.

Carenza di informazione

Da qualche tempo, tutto il traffico proveniente dal motore di ricerca utilizza il protocollo https. Questo protocollo migliora la privacy dell’utente, in quanto il sito di destinazione non è in grado di stabilire come, o perché, il visitare sia giunto in quelle pagine.

Questo dettaglio, però, rende anche indisponibili ai software di web analytics le ricerche effettuare per giungere sulla pagina. Chi utilizza google analytics, ad esempio, troverà la frase “not provided” per tutto il traffico in arrivo dai motori.

L’assenza di un’informazione così importante inizia a farsi sentire e, forse non casualmente, rende le strategie di posizionamento organico sui motori meno efficaci, in favore di una maggiore spinta verso il traffico a pagamento.

In traffico a pagamento, tuttavia, non risulta essere una soluzione economicamente sostenibile sul lungo termine, almeno per alcune tipologie di settori. Come fare dunque?

La soluzione potrebbe arrivare da una rete neurale

Un nuovo servizio online, notprovidedtool, promette di restituire i dati sulle ricerche andati perduti con l’avvento della ricerca criptata.

Il servizio, per ora in fase di test, funziona in modo abbastanza semplice. L’utilizzatore crea un modello, a partire dai dati delle visite al sito in un periodo passato. Il network neurale cercherà poi di prevedere le query di ricerca di tutte le nuove visite. E’ possibile creare fino a 5 modelli. Il servizio è agganciato a google analytics e, secondo il sito, può elaborare fino a 30,000 profili per lo stesso account.

Facciamo notare che il servizio richiede dei crediti, ed una volta esauriti i 5,000 crediti gratuiti, non è al momento presente un’opzione per ottenerne di nuovi. Questo problema verrà molto probabilmente risolto non appena il servizio uscirà dalla fase di test.

Attualmente non abbiamo testato il servizio, ma i suoi risvolti ci sembrano assolutamente interessanti. L’utilizzo di tecnologie di intelligenza artificiale è senz’altro uno dei trend dei prossimi anni; conviene quindi iniziare a familiarizzare con esse sin da adesso.

Cos’è un artificial neural network?

Un artificial neural network (in italiano rete neurale artificiale) è un meccanismo di elaborazione ispirato al sistema nervoso centrale di esseri umani ed animali. Viene rappresentato come un insieme di neuroni, i quali sono in grado di apprendere nuove informazioni (machine learning) mediante un training specifico, composto da un set di dati.

Una volta completato il training, il network neurale è pronto per formulare previsioni (output) sulla base dei dati in ingresso fornitigli (input). Le reti neurali sono oggi utilizzare per una grande varietà di applicazioni, tra le quali il riconoscimento di pattern (pattern recognition) e l’elaborazione di dati finanziari.

neural-network

Nell’immagine, cortesia di Heaton Research,  possiamo osservare un network formato da quattro gruppi di neuroni. All’estrema sinistra i neuroni destinati all’elaborazione dell’input; al centro, due gruppi aggiuntivi di elaborazione (hidden layers); all’estrema destra il gruppo destinato all’output.

Esistono molti software commerciali che consentono di creare ed utilizzare reti neurali. Forse il più utilizzato è Matlab. Esistono inoltre numerose librerie gratuite per tutti i principali linguaggi di programmazione che consentono di “giocare” con network basati su algoritmi di backpropagation.

Conclusione

Certamente l’argomento non è dei più immediati, e richiede una certa dose di concentrazione per essere compreso. Riteniamo però che l’applicazione di reti neurali al marketing sia, di fatto, già una realtà. Non è un segreto che Google stia lavorando ad un network neurale di dimensioni imponenti, e presto potrebbero nascere altre start-up in grado di proporre servizi dirompenti ed innovativi.. staremo a vedere!

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