Naming aziendale: il metodo completo

Pubblicato in Vision il 02 luglio 2014

Il naming, ovvero il processo di scelta del nome aziendale, è una delle fasi più delicate, e spesso trascurate, della strategia. Un brand naming può fare la fortuna dell’azienda, facendola spiccare tra i numerosi concorrenti. Allo stesso modo, un naming di prodotto è in grado di conquistare il pubblico per simpatia, affinità emotiva o intelligenza. Ma il nome perfetto richiede un metodo preciso, e molto lavoro. Anche se non abbiamo le risorse per interpellare un’azienda specializzata, possiamo comunque prendere a prestito alcune delle tecniche più semplici, e creare il nostro personale metodo creativo. Ecco come.

Fase 1: determinare gli obiettivi

E’ importate capire dove vogliamo arrivare.  La scelta del naming aziendale, infatti, è sempre tarata sul suo pubblico specifico. La definizione degli obiettivi può includere:

  • Specifici target aziendali
  • Strategie di breve o lungo termine
  • Quote di mercato
  • Obiettivi di branding
  • E molto altro ancora

Ogni azienda determina i propri obiettivi in modo specifico. Noi ci limitiamo a raccomandare di rendere chiari e pubblici gli obiettivi del progetto, in modo tale che tutti i partecipanti possano apportare interventi utili sin dalle primissime fasi.

Fase 2: ricerca preliminare

E’ importante acquisire una grande quantità di informazioni prima di inviare il lavoro vero e proprio, specie se si tratta del naming dell’azienda. Cerchiamo quindi di capire, ad esempio, come si muove la concorrenza, quali stili ha deciso di adottare, quali metafore utilizza e quali non utilizza. Se non lo avete già fatto, è molto utile fare una ricerca sul pubblico, ed individuarne  abitudini, caratteristiche, preferenze.

Fase 3: definizione del linguaggio

Prima di procedere alla generazione delle idee è molto utile cercare di visualizzare il progetto attraverso una mood board fatta di immagini e parole:

  • Selezioniamo 5 parole  e/o immagini che descrivono il progetto
  • Selezioniamo 5 parole e/o immagini che definiscono il pubblico
  • Selezioniamo 5 parole e/o immagini che definiscono l’utilità del progetto per il pubblico
  • Possiamo andare oltre, aggiungendo oggetti, idee, illustrazioni

mood-naming-azienda

Lo scopo della mood board è, come anticipato, quello di fornire una rappresentazione visiva del progetto. Questa ci servirà da guida per definire il tono, lo stile, il linguaggio che vogliamo utilizzare. E’ un modo per comunicare ciò che a parole è difficile dire, ed è uno strumento che semplifica di molto il lavoro di squadra.

Fase 4: brainstorming

La fase di creazione vera e propria. Sebbene non esista un numero ideale di alternative da produrre, è importante far presente che maggiore è il tempo dedicato all’ideazione del naming, maggiori sono le probabilità di individuare “quello giusto”. Cerchiamo dunque di individuare almeno 20 o 30 alternative valide, prima di passare alla fase successiva. Cerchiamo di pensare con la testa del pubblico, e non con la nostra. Utilizzare, esempio, le nostre iniziali, può aver senso per noi, ma non trasmette alcun significato utile al destinatario del progetto, il quale è più interessato alla qualità del servizio che alla storia dell’azienda. Cerchiamo di trovare un nome che sia:

  • Breve
  • Originale
  • In tema con il linguaggio scelto
  • Semplice da ricordare
  • Privo di significati criptici

Fase 5: test sul campo

E’ importante, anzi indispensabile, che le nostre alternative vengano testate accuratamente prima di passare alla fase finale:

  • Il nome è già utilizzato da altri siti web?
  • E’ di proprietà da altre aziende?
  • Ha significati inopportuni nelle principali lingue straniere?
  • Si presta a giochi di parole o prese per i fondelli?

Cerchiamo di scartare a priori i nomi che non passano il test; questo renderà più semplice il processo di selezione finale.

Fase 6: selezione finale

Una volta individuate almeno 20 o 30 alternative valide, possiamo procedere ad una prima selezione. In questa fase, è importante utilizzare dei criteri oggettivi, determinati in anticipo, ed evitare di scegliere in modo poco obiettivo, magari facendo il tifo per le nostre proposte e scartando quelle altrui. Realizziamo quindi una tabella, in cui assegneremo a tutte le alternative un punteggio da 1 a 5 per una serie di metriche predeterminate. Ad esempio:

  • Originalità del nome
  • Disponibilità di domini web
  • Rispetto degli obiettivi
  • Internazionalità
  • Problemi legali o di immagine

Facciamo passare alcuni giorni, e successivamente selezioniamo l’alternativa finale.

Conclusione

Sempre in tema di processo creativo, si segnaliamo questa risorsa in PDF (inglese) alla quale si siamo parzialmente ispirati per creare questo metodo. E voi, avete dei suggerimenti che desiderate condividere con la rete?

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