Aziende vinicole: non perdete il treno del social food

Pubblicato in Conversazioni il 16 maggio 2014

Le aziende vinicole italiane sono tradizionalmente aperte all’innovazione ed alla ricerca di nuovi canali di vendita. Non solo export all’estero, ma anche web marketing, social media marketing e mobile sono strumenti ormai entrati nella cassetta degli attrezzi delle aziende illuminate.

A volte, però, può capitare che un trend inizialmente poco considerato si sviluppi in modo imprevedibile fino a diventare un vero e proprio must. In questi casi le aziende più lungimiranti, che intuiscono il valore di uno strumento e lo adottano anzitempo, sono anche quelle che ne ricavano i maggiori benefici.

Per darvi un esempio, vi voglio presentare Delectable, un’applicazione gratuita per iPhone (e presto per Android) che consente all’utilizzatore di recensire nuovi vini, leggere le recensioni altrui o addirittura acquistare la bottiglia direttamente allo smartphone. La componente sociale dell’app è senza dubbio l’elemento di maggior interesse. E’ infatti possibile entrare in contatto con altri appassionati di vino, sommelier o cantine, condividere esperienze, prendere ispirazione dai vini consumati dalla comunità.

Ma Delectable è solo una delle tante applicazioni, online e per dispositivi mobili, che promette di condividere esperienze culinarie ed enologiche. Gli stessi social network, Facebook e Pinterest in primis, sono diventati piattaforme su cui condividere le pietanze consumate attraverso foto e commenti.

Rischi ed opportunità

Le opportunità di mercato si muovono soprattutto attraverso un’esperienza orizzontale, dove la persona diventa protagonista della condivisione ed il vino diventa lo strumento per assecondare le dinamiche sociali specifiche di ciascun individuo.

Ogni utente ha il potere di elevare
qualsiasi vino allo stato di brand personale

I produttori che saranno in grado di dialogare attraverso questi nuovi strumenti in modo credibile otterranno non solo riconoscimenti di brand awareness, ma anche la possibilità di entrare nelle sfere più intime della condivisione sociale, dialogando in modo personale ed unico con ciascuna persona, creando legami estremamente solidi.

La marca, in questo caso, cede parte del suo potere all’esperienza individuale; o forse è più opportuno dire che ogni utente ha il potere di elevare qualsiasi vino allo stato di brand personale, associandovi emozioni, sensazioni e significati condivisi all’interno della sua (piccola o grande) comunità.

La sfida, dunque, consiste nel saper tenere il passo di questi nuovi strumenti. I produttori di vini in tutto il mondo stanno già valutando questi strumenti – è quindi il caso di iniziare ad utilizzarli a dovere anche in Italia.

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