Aziende sull’orlo di una crisi di brand: Amazon / Apple TV / Chromecast

Pubblicato in Vision il 04 ottobre 2015

La TV sta lasciando spazio allo streaming. Nel USA, quest’anno le iscrizioni alla TV via cavo hanno subito un netto tracollo. Mentre l’utilizzo di servizi on demand come Netflix – che presto arriverà anche in Italia – è in crescita esponenziale.

Sulla scacchiera si sta giocando una partita importante. Il controllo dei diritti e del ruolo di tramite privilegiato per film e telefilm è un affare da milioni / miliardi di dollari. Non solo Netflix, ma anche Apple TV, Chromecast di Google ed prime video di Amazon sono della partita – quella per il dominio dello streaming video.
In questa partita non esistono buoni o cattivi, ma solo buone o cattive strategie. Ogni mossa deve essere ponderata attentamente, l’aggressività nel mercato calcolata con precisione; troppo poca, e si rischia di rimanere fuori dai giochi. Troppa, ed il danno in termini di immagine e brand rischia di rovinare tutto.

In questo gioco di mosse e contromosse, dove ogni azienda cerca di preservare la sua brand image mentre distrugge gli avversari, Amazon azzarda una mossa forte: quella di eliminare Apple TV e Chromecast dai suoi store online, di fatto tagliando le gambe ai due concorrenti più pericolosi (i due prodotti sono da tempo tra i top sellers di Amazon).

Una mossa che ha spiazzato tutti, compresi gli stessi rivenditori che operano sulla piattaforma ecommerce, e che la dice lunga su cosa Amazon sia disposta a sacrificare pur di acquisire quote di mercato nel settore streaming.
La motivazione ufficiale non aiuta a stemperare i toni: evitare confusione nell’offerta di servizi streaming è, oggettivamente, inadeguata alla portata della decisione, sia nel tono che nel contenuto.

Amazon ha forse esagerato, e le conseguenze in termini di brand sono tutte da scoprire. Sulla scacchiera, alcuni pezzi di pregio tremano, ma la partita è ancora tutta da giocare.
In questo valzer di mosse e contromosse, non è certo se il consumatore finale ne guadagnerà realmente qualcosa – la competizione è utile solo se le parti in gioco sono motivate a fornire maggior valore; eliminare prodotti da uno store online, di fatto privando l’utente di una scelta libera, non procede certo nella direzione desiderata.

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