Ecco perché l’agenzia di PR batte i social media a mani basse

Pubblicato in Conversazioni il 27 giugno 2014

Creare valore sociale è difficile. Mettiamo a confronto due stili di comunicazione sociale: l’agenzia di relazioni pubbliche da una parte, e la campagna sui social media dall’altra. Scopriamo quale dei due, secondo noi, risulta vincente.

Le PR creano valore sociale, i social media lo spendono

C’è un grosso equivoco a proposito del canali social. Molti sono convinti che l’interazione online segua le stesse regole di quella offline. Ma la realtà è ben diversa. L’interazione online non crea valore sociale, al massimo consente di spenderlo.

Mi spiego meglio. I social media funzionano alla perfezione a patto che l’azienda sia già in possesso di un grosso patrimonio di popolarità e familiarità, e disponga delle risorse per promuovere il proprio contenuto. Cosa succede se l’azienda non è già conosciuta, e non dispone di un budget per promuovere artificialmente il contenuto? Assolutamente nulla. Le pagine rimangono senza like, i profili senza follower ed i post sono privi di interazione. E’ quello che, purtroppo, capita ogni giorno a migliaia di piccole aziende, che stentano ad ottenere interazioni significative attraverso i propri canali online.

A questo si aggiunga che i canali social sono saturi. L’investimento necessario per creare contenuti virali è oggi molto elevato, ed il nostro messaggio dovrà in ogni competere con decide di altri per ottenere l’attenzione dell’utente – spesso limitata a pochi secondi.

La piattaforma social delle PR
è il mondo intero

Qual’è, dunque, il “segreto” per ottenere interazioni significative e creare valore sociale? E’ sufficiente sapersi sporcare le mani, andando dove i competitor non sanno, o non vogliono andare.

Non c’è infatti strumento automatizzato o campagna profilata che sia in grado di toccare le persone giuste: opinion leader, potenziali finanziatori, giornalisti, celebrità, ed ogni altra figura chiave che consenta all’azienda di ottenere visibilità sociale.

Queste persone vanno contattate ed influenzate personalmente. Tutto questo si chiama attività di pubbliche relazioni.

Stai giocando secondo le tue regole?

Le relazioni pubbliche garantiscono ampia libertà di manovra: mezzi, strategie, frequenza, destinatari sono personalizzabili sulla base degli obiettivi aziendali. La piattaforma social delle PR è il mondo intero, ed il ritorno di investimento è potenzialmente illimitato.

Il social network, d’altro canto, è un’ambiente controllato da un’impresa privata, il cui modello di business è vendere visibilità attraverso spazi pubblicitari. Il ROI della piattaforma è calmierato in modo strategico: non deve essere troppo basso (altrimenti gli inserzionisti abbandonerebbero il mezzo) ma nemmeno troppo elevato, altrimenti l’entità dell’investimento pubblicitario sarebbe ridotta.

Stai parlando ad una persona vera?

Il livello di automatizzazione è sempre più alto. Sono infatti sempre più comuni gli strumenti che consentono, ad esempio, di pubblicare contenuto in base ad un calendario, o peggio, di interagire attraverso algoritmi informatici. E’ piuttosto chiaro che, quando l’interazione non è più  fatta da essere umani, l’utilità del nostro contenuto diviene pressoché nulla, e le metriche di analisi completamente falsate.

Le relazioni pubbliche, invece, si basano sul lavoro di un professionista “umano” che prende contatto con persone o istituzioni scelte strategicamente, generando valore sociale e scartando a priori i canali inefficaci.

Ma allora buttiamo via i social?

Certamente no. A loro vantaggio si possono citare numerosi punti di forza, tra i quali la possibilità di raggiungere un target estremamente mirato e, cosa non indifferente, monitorare gli esiti di una campagna con estrema precisione. Ciò non toglie che qualsiasi qualsiasi feature un social network abbia da offrire, questa sarà a disposizione di tutti i concorrenti, di fatto appiattendo ancora una volta i margini di manovra per l’azienda.

Una buona attività di relazioni pubbliche, mira costruire legami esclusivi, che distinguano l’azienda dalla competizione, sfruttando l’immenso complesso di legami umani che il mondo online ed offline mette a disposizione.

 

 

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